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Psicologa clinica

Persone LGBTQIA+, identità e sessualità

Uno spazio per comprendere e vivere con maggiore libertà identità, relazioni e sessualità

Offro percorsi psicologici e sessuologici inclusivi delle diverse identità, orientamenti e configurazioni relazionali, rivolti anche alle persone LGBTQIA+ e queer.

Identità di genere, orientamento sessuale, corpo, desiderio, intimità e relazioni sono dimensioni importanti dell'esperienza personale e possono assumere significati differenti nel corso della vita. Il percorso parte dal modo in cui vivi queste dimensioni, dalle domande che porti, dalle difficoltà che incontri e dalle risorse che hai costruito nel tempo.

La mia formazione in Sessuologia Clinica mi permette di integrare nel lavoro psicologico anche gli aspetti legati alla sessualità, al desiderio, al corpo e alle differenti configurazioni affettive e relazionali.

Una particolare attenzione è dedicata alle conseguenze psicologiche che possono derivare da stigma, discriminazione, minority stress, difficoltà nel riconoscimento da parte del contesto familiare o sociale, esperienze di esclusione e necessità prolungata di modulare o nascondere parti di sé.

Il percorso può accompagnare anche fasi di esplorazione, ridefinizione e maggiore conoscenza di sé. Il dubbio, la ricerca personale e il cambiamento possono trovare pienamente spazio nel lavoro psicologico, rispettando tempi, significati e bisogni individuali.

Un approccio inclusivo e competente

Identità e autodeterminazione

Il lavoro psicologico valorizza identità, orientamento, espressione di genere e modalità relazionali come dimensioni della persona da comprendere nella loro specificità.

L'obiettivo è favorire maggiore consapevolezza di sé, autodeterminazione e libertà di scelta, sostenendo la possibilità di costruire una vita coerente con i propri bisogni, valori e desideri.

Sessualità e intimità

Grazie alla formazione in Sessuologia Clinica, il percorso può comprendere temi legati a desiderio, eccitazione, orgasmo, dolore, difficoltà sessuali, rapporto con il corpo, fantasie, intimità e comunicazione nella relazione.

La sessualità viene considerata nella sua complessità: corporea, emotiva, relazionale, identitaria e sociale.

Relazioni e configurazioni affettive

Il lavoro comprende differenti forme di relazione e configurazioni affettive, incluse coppie LGBTQIA+, relazioni consensualmente non monogame e poliamore.

Particolare attenzione può essere dedicata a bisogni, confini, accordi, comunicazione, gelosia, fiducia, intimità e gestione delle differenze all'interno della relazione.

Neurodivergenze, identità e sessualità

Quando neurodivergenza, identità e sessualità si intrecciano nella storia della stessa persona, il percorso tiene insieme queste diverse dimensioni.

Mascheramento sociale, sensibilità sensoriale, regolazione emotiva, rapporto con il corpo, aspettative relazionali e costruzione dell'identità possono influenzarsi reciprocamente e vengono comprese all'interno di un'unica storia personale e di un funzionamento complesso.

Temi che possiamo affrontare

Il percorso viene costruito sulla persona e può riguardare, tra gli altri:

  • orientamento sessuale, esplorazione e definizione di sé;
  • identità di genere, disforia di genere e percorsi di transizione;
  • coming out e comunicazione della propria identità nei diversi contesti di vita;
  • minority stress, stigma, discriminazione ed esperienze di esclusione;
  • rapporto con il corpo, immagine corporea e desiderio;
  • sessualità, intimità e difficoltà sessuali;
  • relazioni di coppia e configurazioni consensualmente non monogame;
  • poliamore, accordi, confini, comunicazione e gelosia;
  • vergogna, senso di colpa o conflitti legati alla sessualità;
  • conseguenze psicologiche e sessuali di violenze, abusi ed esperienze traumatiche;
  • rapporti familiari e difficoltà nel riconoscimento dell'identità o della relazione;
  • solitudine, isolamento e senso di appartenenza;
  • intersezione tra neurodivergenza, identità, relazioni e sessualità.

Percorsi di transizione

Un accompagnamento costruito sulla persona

I percorsi legati all'identità di genere e alla transizione vengono affrontati con particolare attenzione alla storia individuale, all'autodeterminazione, al benessere psicologico e agli obiettivi della persona.

Il lavoro può riguardare l'esplorazione dell'identità, il rapporto con il corpo, la disforia, le relazioni familiari e affettive, il coming out, il contesto sociale e lavorativo e i cambiamenti che possono accompagnare il percorso.

Quando sono coinvolti aspetti medici o altri interventi specialistici, il lavoro psicologico può integrarsi, con il consenso della persona, con quello degli altri professionisti coinvolti.

Dott.ssa Anna Atzeni, psicologa e sessuologa clinica a Cagliari

Domande frequenti

Alcune delle domande che ricevo più spesso sui percorsi psicologici e sessuologici dedicati a identità, relazioni e sessualità.

Come lavori con persone LGBTQIA+ e queer?

Che è dichiarato, non implicito. Il nome che usi è quello con cui ti chiamo, i pronomi sono quelli che mi dici, la tua relazione non viene messa tra parentesi. Non è una cortesia: è una precondizione per potersi occupare di cose serie.

Come può accompagnarmi il percorso psicologico durante una transizione?

Posso accompagnarti sul piano psicologico: capire cosa vuoi, in quali tempi, come dirlo a chi ti sta intorno, come stare nella fase in cui niente è ancora definito. I passaggi medici e legali passano invece dai servizi e dalle équipe dedicate, e su quelli non ti prometto ciò che non mi compete: ti dico come funzionano e ti aiuto a orientarti.

Posso parlare liberamente della mia sessualità e delle mie relazioni?

No. Il punto di partenza non è stabilire se quello che fai è normale, ma come stai. Se porti quel tema si lavora su ciò che ti fa soffrire davvero, e la formazione in sessuologia clinica serve esattamente a distinguerlo da ciò che semplicemente non somiglia al modello con cui siamo cresciuti.

Posso affrontare nel percorso le conseguenze di una violenza o di un abuso avvenuti in passato?

No, e non esiste una soglia di gravità sotto la quale non vale la pena. Si procede al tuo ritmo: non devi raccontare tutto subito né in ordine, e si può fermarsi in qualsiasi momento. Riaprire quella storia senza controllo sui tempi fa più danni che bene, per questo il ritmo lo decidi tu.

Da quale età è possibile iniziare un percorso?

Dai 16 anni. Sotto i 18 serve il consenso di chi esercita la responsabilità genitoriale: è un obbligo di legge e non posso aggirarlo. Quello che dici in seduta resta però coperto dal segreto professionale, anche nei confronti dei tuoi genitori.

Come viene tutelata la riservatezza del percorso?

Lo studio è al piano terra in Via Carlo Forlanini a Cagliari, ricevo solo su appuntamento e non ci sono sale d'attesa affollate: non incontri nessuno. Se preferisci non venire in presenza, si lavora in videochiamata con la stessa struttura.

Dott.ssa Anna Atzeni

Scritto da

Dott.ssa Anna Atzeni

Psicologa Clinica e Sessuologa Clinica, iscritta all'Ordine degli Psicologi della Regione Sardegna n. 3440. Formazione in Sessuologia Clinica, neurodivergenze, psicodiagnostica, psicotraumatologia, lavoro con la coppia e con i gruppi. Pagina aggiornata a settembre 2026.

Formazione e percorso professionaleContenuto a scopo informativo, non sostituisce una consulenza

Un primo confronto

Una breve chiamata conoscitiva può essere utile per raccontarmi ciò che ti porta a chiedere supporto, conoscere il mio modo di lavorare e comprendere quale percorso possa essere più adatto alla tua situazione.